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La chimica della seduzione

Ricerche tematiche


Una ricerca coreana ha permesso di individuare, attraverso la risonanza magnetica funzionale, le modificazioni delle attività cerebrali in funzione della vista dell’oggetto del desiderio amoroso.
La prima zona dell’encefalo attivata dal desiderio si trova nella corteccia occipitale (area visiva), che è situata nella parte posteriore di tale organo. In tale area, la risonanza magnetica funzionale registra un aumento dell’attività nervosa sino al 200% rispetto ad uno stimolo visivo medio. Ma in tale contesto entra in gioco un circuito neuronale molto antico e del quale si sa ancora poco, cioè il nostro centro emozionale per eccellenza: la “amigdala”, sede della nostre emozioni, situata sulla sommità del tronco encefalico.
Questa struttura neurale che, tra l’altro, è antichissima e ad essa dobbiamo molto in ordine alla sopravvivenza della specie umana, dato che agisce come “sentinella” in caso di pericolo, è anche la sede fondamentale delle percezioni emotive e, nel caso trattato, della risposta amorosa. E’ la amigdala che ci fornisce il primo segnale sul gradimento di una persona.
Se l’impatto della visione e la risposta della amigdala sono forti, si attivano anche altre aree cerebrali legate alla eccitazione, come l’ipotalamo. Da qui, lungo la spina dorsale, vengono raggiunti gli organi genitali i quali, a loro volta, rinviano il segnale al tronco encefalico e, di conseguenza, a tutto il cervello. Si ha, in questo modo, quella che è definita la “eccitazione sessuale”.
Nei mammiferi, un ruolo fondamentale lo svolge anche l’olfatto, che stimola il sistema neuroendocrino eccitatorio. Per quanto riguarda l’essere umano, non vi sono ancora prove inconfutabili sul ruolo svolto dall’odore in merito all’attrazione sessuale, seppur diversi scienziati abbiano, sia in epoche passate che oggi, riproposto dati che puntano all’esistenza di una via erotico-olfattiva propria della nostra specie.

Prof. Massimo Blanco
Neurosociologo, Criminologo

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