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Conquistare gli altri con una stretta di mano

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Una persona rivela tantissimo di se solo con una stretta di mano. Una stretta di mano troppo energica o una con il palmo sudaticcio possono dare una cattiva impressione alle persone con le quali entriamo in contatto. Come recita un antico detto popolare, "la prima impressione è quella che conta" e nulla di più vero, i nostri avi già lo sapevano: bastano quattro minuti in un primo incontro per far sì che una persona formuli un’opinione su di noi. E, aggiungiamo, un’opinione negativa, è difficile da cambiare. Nel corso della nostra esistenza diamo la mano circa 15 mila volte ad amici, parenti, conoscenti e a persone che incontriamo per la prima volta. Secondo recenti studi, il 20% delle persone non gradisce dare la mano per le più svariate ragioni: timidezza, timore o, semplicemente, per non entrare in contatto fisico con qualcuno che reputano sgradevole. Comunque, come dicevamo prima, la stretta di mano è una sorta di "biglietto da visita" della nostra personalità e, quando abbiamo la necessità di fare una buona impressione, non ci possiamo permettere di inciampare sul primo passo di una conoscenza utile. Una stretta di mano troppo delicata trasmette insicurezza, una moscia disinteresse, una troppo breve superbia ecc… Attenzione, poi, alle strette di mano troppo energiche (del tipo "morsa"). Il luogo comune sul fatto che una stretta di mano energica dia un’immagine di vitalità ed esuberanza va un attimo analizzato, in quanto bisogna innanzitutto valutare il nostro interlocutore dal punto di vista fisico. Se siamo abituati ad una stretta energica, è bene che l’intensità di questa non ecceda i limiti fisici dell’interlocutore, magari una donna o una persona anziana. Meglio abituarsi ad una stretta di mano "avvolgente" ma di intensità standard per non incorrere in un passo falso preannunciato da un gemito di dolore di chi abbiamo di fronte. Ad ogni modo, c’è un metodo per stringere la mano, unito ad alcuni gesti del corpo, che possiamo mettere in atto per avere successo in un incontro. Questa tecnica, valida sia per gli uomini che per le donne, è "tagliata su misura" per il contesto nostrano, in quanto se dobbiamo incontrare persone di altre culture sarebbe meglio prima conoscerne gli usi per non incorrere in errori. Dunque, restando nelle regole della prossemica italiana (ed europea in genere), si porge la mano destra dal basso verso l’alto andando ad afferrare il palmo dell’altro mantenendo il braccio leggermente piegato e, comunque, con una distanza dei corpi che non invada troppo la zona personale. Le mani devono aderire il più possibile entro la zona dei palmi. Se avete afferrato le dita dell’altro o l’altro le vostre, come spesso capita, nulla di male: semplicemente, sorridendo e in modo scherzoso, si può proporre: "lo rifacciamo?". Una volta stretta la mano, bisogna evitare di scuotere più di tre volte e per un tempo non superiore ai quattro secondi. Guardare negli occhi l’interlocutore sorridendo in modo spontaneo e pronunciare la frase di rito a seconda del contesto (es. piacere, molto lieto, sono onorato di incontrarla ecc…). La stretta di mano è importante non solo al primo incontro, ma anche per concludere affari, consolidare un rapporto o congedarsi in modo che ci si ricordi di noi. La casa automobilistica Chevrolet ha addirittura inserito nei propri programmi di formazione dei dirigenti proprio un corso di formazione sulla stretta di mano nei rapporti interpersonali (ndr).

Prof. Massimo Blanco
Neurosociologo, Criminologo

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